© Damir Niksic

Damir Niksic: Oriental, 2004
Video still


Coabitazioni coatte

Mounir Fatmi
, Fabrizio Giannini, Damir Niksic, Salis & Vitangeli, Akram Zaatari


Click for English text


Con questa prima mostra dell'anno il CACTicino presenta artisti provenienti dal Mediterraneo, bacino dei Balcani e Medio Oriente e/o in generale del Mondo Arabo. "Coabitazioni coatte" - esposizione prevalentemente di opere video - sottintende una denuncia al mondo contemporaneo, e ancor più alla sua gestione politica, sociale ed etico-morale da un punto di vista geografico ben preciso.


Quello odierno rappresenta un importante momento storico di cambiamenti, in cui il nostro rapporto con la Storia, la sua elaborazione e con la società delle istituzioni evidenzia un divario vieppiù grande tra mondo reale e istituzionale; siamo tutti testimoni di un processo di tendenza all'eliminazione delle libertà individuali e/o collettive per sostituirle prepotentemente con la manipolazione, con un violento colonialismo culturale e l'affermazione meramente politico-economica di un concetto nord-sud. L'evidente, a tratti, demagogia delle operazioni politiche si autoalimenta con un sistema di network nelle mani di una classe. Al concetto di dialogo si vorrebbe contrapporre quello di guerra preventiva, alla moderazione la politicizzazione forzata in un clima, nel quale è pressoché difficile ormai distinguere il vero dal reale.


Come vanno interpretati i recenti cambiamenti della società contemporanea? Come tentativo di contaminare il pensiero libero, la cultura e le tradizioni, e di inibire - se non di eliminare completamente - qualsiasi personale caratteristica di valutazione?


Ed è proprio in questo delicato momento storico di alterazione e di crisi che l'artista assume un'identità quasi sciamanica di trasformatore di un valore politico-monetario-carnale in un valore totalmente spirituale. Egli non utilizza più un mezzo esclusivamente espressivo, bensì si riappropria del proprio statuto di agente mediatico e comparativo.


Con la proiezione video "Manipulations" (2004) l'autore marocchino Mounir Fatmi (1970) presenta il tema del gioco come elemento creativo, di fantasia mentale e dalle mille combinazioni della vita. L'opera - critica e autocritica - dà una visione del mondo arabo e si riassume visivamente con un close up di due mani che manipolano incessantemente il famoso cubo Rubiks con lo scopo di condensare uno stesso colore su ognuna delle sue facce. Ben presto, però, i colori spariscono per lasciare posto al nero, il non colore; il cubo nero rimanda quindi, per forma, all'immagine di uno dei santuari mussulmani più antichi del mondo: la Kaaba. Le mani si sporcano di colore, grondante, a indicare il sangue versato, ma anche il petrolio, oggetto di contesa economica tra Occidente e Oriente.


Fabrizio Giannini (1964), artista multimediale svizzero, presenta anch'esso in proiezione video da computer un'opera per così dire "telematica" o legata all'universo tecnologico dal titolo "Coito.664" (2005). Su muro sono proiettati in sequenza gran parte dei nomi di virus informatici presenti oggi sul mercato delle "malattie" legate al mondo degli ordinatori e con le quali dobbiamo coabitare. Il computer è diventato un mezzo di comunicazione che unisce tutte le geografie - anche culturali - del mondo. È un'arma di informazione interattiva, che riflette per definizione il concetto di mondializzazione. All'interno di una riflessione puramente tecnologica, Giannini riporta la discussione sulle problematiche legate alla "macchina".


Damir Niksic (1970) - originario della Bosnia Erzegovina e residente a Chicago - riassume prevalentemente attraverso il mezzo video i suoi temi prediletti; divisione e riunificazione. Con "Oriental" (2004) già presentato in anteprima nell'ambito di "Genova 2004 capitale europea della Cultura", l'autore mostra in una forma ironico-sarcastica il tragico rapporto tra Occidente e Oriente. Niksic - autore e attore - gioca il ruolo del cantante, rifacendo il verso a uno dei tanti modelli televisivi MTV. Il testo drammatico della canzone stride con lo stile mieloso e di consumo, facendo scaturire quel sottile, quanto intelligente, sarcasmo tipico dei lavori di questo interessante autore.


"Morning Star #2" (2004) della coppia Salis & Vitangeli (Giovanna Salis, 1970 & Massimo Vitangeli, 1950) è l'evocativo titolo di un clip di pochi secondi, in cui è riprodotto, con ripresa fissa, una macchina per l'uccisione degli insetti come se ne vedono tante, specialmente d'estate nei luoghi pubblici, costruite per fulminare e uccidere con il suo voltaggio qualsiasi insetto notturno; soprattutto le falene presenti unicamente nel Mediterraneo. L'opera svela la sistematica e consapevole intenzione di uccidere la fastidiosa presenza della falena ed è accompagnata da un audio elaborato in forma di climax ascendente (che ne rafforza la drammaticità) e discendente verso la fine del video a rappresentare la morte.


Dell'artista libanese Akram Zaatari (1966) viene presentata l'opera "Red Chewing Gum" (2000), che narra la storia della separazione tra due amici, elaborata attraverso l'uso quasi aleatorio di diversi piani temporali e spaziali. L'impotenza del narratore di fronte al tempo che se ne va portando con sé le intime esperienze di vita, si manifesta con il tentativo di ricostruire nostalgicamente la memoria, di idealizzare il vissuto; ultimo vano e disperato grido di riesumare a riattivare il passato. Zaatari è un valoroso interprete della società libanese, stigmatizzandone le realtà politiche e culturali attraverso temi quali l'identità e la sessualità.


Esposizione: 12.3. - 30.4.2005
aperto: Ve-Do 14 - 18 h


Centro d'Arte Contemporanea Ticino
Via Tamaro 3
6505 Bellinzona
Telephon 091 825 40 72
Fax 091 825 40 85
Email info@cacticino.net

www.cacticino.net




Compulsory Cohabitations

Mounir Fatmi
, Fabrizio Giannini, Damir Niksic, Salis & Vitangeli, Akram Zaatari


With this first exhibition of the year, CACTicino presents artists coming from the Mediterranean, the Balkans and the Middle East, and the Arab world in general. Underlying "Coabitazioni coatte/Compulsory Cohabitations", an exhibition primarily made up of video works, is an accusation against the contemporary world and, even more so, against the political, social and ethical-moral practices that belong to a precise geographical area.


We are living in an important historical period where changes in our relationship with history and the way we work through history, as well as our relationship with the society of institutions, betray the increasingly wide gap between the real and the institutional world. We are all witnesses to the growing tendency towards eliminating both individual and collective liberties, which are now being forcefully replaced by manipulation, a violent cultural colonialism and the exclusively political-economic spread of a north-south concept. The at times blatant demagoguery of political operations is fuelled by a system of networks in the hands of one class. The concept of dialogue is being replaced by preventive war, moderation by forced politicisation in a climate where it has now become difficult to distinguish the true from the real.


How are we to interpret the recent changes in contemporary society? As an attempt to contaminate free thought, culture and traditions, and to inhibit - if not to eliminate completely - all personal judgement?


At this delicate historical moment of perturbation and crisis the artist takes on an almost shamanic role as a transformer of political-monetary-carnal values into totally spiritual values. He/she no longer uses an exclusively expressive means but rather re-appropriates his/her status as a comparative agent at work in the media.


With his video projection "Manipulations" (2004), the Moroccan artist Mounir Fatmi (1970) presents the themes of the game as a creative element, mental imagination and the thousand combinations of life. This both critical and self-critical work offers a vision of the Arab world which is encapsulated visually in a close-up of two hands playing incessantly with the famous Rubik's cube, trying to make each side of the cube into a single colour. Soon, however, the colours fade to make way for the non-colour of black; the form of the black cube thus refers to the Kaaba, one of the oldest Muslim shrines in the world. The hands become dirtied and dripping with paint to indicate not only split blood but also oil, the economic bone of contention between West and East.


Fabrizio Giannini (1964), a Swiss multimedia artist, also presents a video projection, a work which is, so to speak, telematic or connected to the world of technology and bears the title "Coito.664" (2005). A computer projects on to a wall a sequence of many of the names of computer viruses present today on the market of the computer diseases we are forced to live with. The computer has become a means of communication which brings together all the geographies of the world, including cultural geographies. It is a weapon of interactive information which by definition reflects the concept of globalisation. As part of a purely technological reflection, Giannini brings the discussion onto the level of issues linked to machines.


Damir Niksic (1970) is originally from Bosnia-Herzegovina and is now resident in Chicago. He mainly uses the medium of video to condense his favourite themes; division and reunification. "Oriental" (2004) was presented for the first time as part of "Genoa 2004 European Capital of Culture". In it the artist shows the tragic relationship between West and East in ironic and sarcastic form. Niksic - artist and actor - plays the role of singer, imitating one of the many models taken from MTV. The song's dramatic lyrics clash with its saccharine and consumerist style, calling into play the subtle and intelligent sarcasm that is so typical of this interesting artist's work.


"Morning Star #2" (2004) is the evocative title of a short clip by the couple Salis & Vitangeli (Giovanna Salis, 1970 & Massimo Vitangeli, 1950) which consists of the static image of a machine for killing the kind of insects that swarm around public places especially in summer. The machine uses electricity to burn and kill nocturnal insects, in particular the moths that are exclusive to the Mediterranean. The video reveals the systematic and conscious intention to kill these annoying creatures and is accompanied by a soundtrack that mounts to a climax (which heightens the drama) and then falls towards the end to represent death.


"Red Chewing Gum" (2000) by the Lebanese artist Akram Zaatari (1966) is a work which tells the story of the separation of two friends, worked out through the almost random use of different temporal and spatial planes. The impotence of the narrator in the face of time that takes away the intimate experiences of life is manifested in the attempt to nostalgically reconstruct memory, to idealise experience. It is one last vain and desperate cry to exhume and to reactivate the past. Zaatari is a courageous interpreter of Lebanese society, denouncing political and cultural realities through themes such as identity and sexuality.


(Translation Ian Harvey)


Exhibition: March 12 - April 30, 2005
Opening hours: Fri-Sun 2 - 6 pm